2016 – “LA TRE CHE NON C’E’”, LA PRIMA DI TRE EDIZIONI APOCRIFE – E VENNE UN UOMO CHIAMATO LASINA, MASSIMO LASINA.

Nel 2016 tra il Cai Uget Valpellice e la Tre Rifugi intervenne una pausa di riflessione, quelle che si prendono le coppie scoppiate quando le “riflessioni” hanno nome, cognome ed altro ancora.

 

2015 – DOPPIA TRE RIFUGI: “EDIZIONE VINTAGE” – IL RITORNO, IN INCOGNITA, DEGLI ALPINI - DARIO DAGHERO, IL FIGLIO LORENZO E UN MARE DI EMOZIONI!

Il successo ottenuto nella nuova location di Bobbio Pellice non riuscì a modificare la decisione del Comitato Organizzatore della Tre Rifugi di chiudere quell’esperienza oramai quarantennale. I problemi logistici legati all’accesso al Pra, che avevano determinato la scelta di scendere a valle, furono sostituiti dagli immani lavori di pulizia sentieri tra Bobbio Pellice ed il Barant attraverso il riscoperto sentiero dell’Autagna, il traverso panoramico tra le Barricate e l’Alpe Crosenna e il sentiero di discesa dall’Alpe Giulian.

 

2015 – LA TRE RIFUGI DIVENTA UN FILM: PROTAGONISTI PAOLO BERT, CLAUDIO GALEAZZI E DARIO VIALE – TATTICA, STRATEGIA E RITI PROPIZIATORI DI PIER COTTURA E MASSIMO DOMENINO.

 

La fama della Tre Rifugi, sia pure nella nuova versione in formula Trail e Ultra Trail aveva travalicato i confini della Val Pellice e della intiera Regione Piemonte giungendo fino agli studi cinematografici romani della “Patroclo Film” che ritennero l’evento,

ALLA TRE RIFUGI ATTO 45 IRMA CHIAVAZZA / ELISA TRON E GIANLUCA GHIANO / MANUEL SOLAVAGGIONE VINCONO NELLE RISPETTIVE CATEGORIE MA IL RECORD VA A BOLZANO

636 piedi dotati di adeguate scarpette tecniche hanno aggredito il monte alle ore 9 di sabato 29 luglio 2023, giorno della celebrazione della 45° edizione della Tre Rifugi.

 

 

2014 – NASCE IL CIRCUITO DEI TRAIL OCCITANI – PAOLO BERT FA 12! – LORENA CASSE, DALL’ESORDIO ALLA VITTORIA, MENTORE GUPS

La Tre Rifugi, nella sua nuova viste, supera quota 300 nella partecipazione ma, soprattutto, ritorna all’attenzione dell’accresciuto e moderno popolo dei “Corridori del Cielo” che nulla ne sanno dei “Crin ‘d Puluc”, del nettare di Marco Morello, dei canti (P)intonati della Ciabota e delle notti insonni pregara ma sentono il richiamo di una gara che ricorre nei racconti, talvolta romanzati ed eccessivi, di padri e nonni nelle lunghe serate d’inverno.

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