1993 – LA FOTO RICORDO PRIMA DELLE “SELVAGGE EMOZIONI” - ADRIANO (?) MARCHINI DAL PASSATORE ALLA TRE RIFUGI – DEGIOVANNI E MORELLO, ANTICHI RICORDI E GIOVANI EMOZIONI.

Nel 1993, come nelle precedenti edizioni, non esisteva alla Tre Rifugi un servizio fotografico ufficiale per immortalare i protagonisti dell’impresa.

Solo alcune testate giornalistiche inviavano i loro fotoreporter per impreziosire i loro reportages… “faccia la faccia stanca” era il più che superfluo invito rivolto agli atleti al termine della gara quando, sfiniti, trovavano riparo e conforto nelle tende del ristoro conclusivo.

Qualcuno, poi, trovava spazio sui giornali locali ed i più fortunati sulle testate nazionali prive, nei mesi estivi, delle divinità pallonare alle quali sarebbe andata la precedenza assoluta.

Alla partenza no, le foto non avrebbero sollevato interesse giornalistico. Al più, scevre dalle imminenti ingiurie di chilometri e dislivelli, sarebbero rimaste un bel ricordo, da utilizzare da parte di terzi, nel caso “fosse successo qualche cosa”.

A prestarsi alla bisogna, armato di professionale macchina fotografica, Giulio Ricca, minatore di mestiere e fotografo artista per passione soprannominato “Chiribiri” forse per quel motociclo che lo conduceva alle manifestazioni più prestigiose per prestare la sua preziosa opera. L’alternativa di ultima istanza rimanevano amici e parenti dotati di buona volontà ma di attrezzatura e numero di rullini limitato. Di quei tempi rimangono foto ingiallite che fanno tenerezza, nostalgia e storia.

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Alla richiesta di eventuali foto ricordo della sua partecipazione alla Tre Rifugi. Adriano (?) Marchini riavvolge il nastro dei ricordi e dice che… forse si, da qualche parte qualche foto c’è anche se le immagini dei suoi 60 anni non sono così nitide. Classe di nascita il 1932 ma classe sportiva da vendere per l’atleta più longevo che abbia partecipato alla Tre Rifugi. La sua prima apparizione alla gara è datata 1992 ed è proseguita, poi, fino alla edizione a coppie del 1996. Era anche alle sue prime esperienze di Corsa in Montagna dopo una carriera sportiva multidisciplinare di grande livello.

Andreano, così si chiamava all’anagrafe e così si richiama tutt’oggi dopo la parentesi della Tre Rifugi (mi facevo chiamare Adriano perché Andreano non mi piaceva molto…) ha praticato fin da giovane nuoto, sci e canoa per poi specializzarsi nelle corse su strada di lunga distanza. Il suo curriculum? Sei edizioni del Passatore, sei della Pistoia – Abetone ed altre sei 50 km di Romagna. Ma non è tutto: per preparare queste gare impegnative ha portato a termine ben 153 maratone.

La Te Rifugi è stata una curiosità da vivere con allegria e leggerezza alimentando il gruppo dei simpatici frequentatori della coda delle classifiche. Oggi, alla invidiabile età dei 90 anni, la definisce un “storia bellissima” a partire dal pernottamento nella dependance del Rifugio abitata da 60 atleti ed un cane, ahimè, debole di intestino.

Il pettorale n.1 non individuava in lui il possibile vincitore ma rispondeva al suo obiettivo dichiarato: 4 ore e dintorni senza mai abbandonare il sorriso neppure sulle asperità del Manzol dove un medico lo voleva fermare causa un ginocchio in disordine. In futuro questa modalità di faticare in montagna si sarebbe chiamata “Spirito Trail”.

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Giunta alla maggiore età dei suoi 21 anni per la Tre Rifugi si pose un problema generazionale: i Campioni che avevano fatto grande la manifestazione all’inizio degli anni ’70 erano oramai sul viale di un glorioso tramonto ed occorreva creare le premesse per il futuro andando alla scoperta di nuovi talenti. L’occasione fu data proprio dagli anni nei quali si corse individualmente con partenza in linea. Come riempire le oltre due ore di attesa tra la partenza ed i primi arrivi?

La Conca del Pra era il contenitore ideale per mettere alla prova i più giovani e fu istituita la Tre Rifugi riservata alle categorie giovanili con l’auspicio di fare emergere il futuro della specialità ma, soprattutto, della Tre Rifugi stessa. Furono ricamati tracciati adeguati alla età dei partecipanti ovviamente al netto di Barant e Manzol che sorvegliavano dall’alto le gesta dei giovani virgulti.

Su quei sentieri mossero i primi passi agonistici atleti quali Claudio Garnier, Franco Aglì e Daniele Buffa destinati in futuro ad un ruolo di protagonisti anche nella Tre Rifugi dei grandi. Due nomi appaiono nella classifica “Allievi” del 1993: il cavourese Ugo Degiovanni e Fabio Morello da Tavagnasco, nomi che evocano antiche pagine della Tre Rifugi oramai consegnate alla storia.

Carlo Degio

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