2022 – LA SFIDA AL RECORD INDIVIDUALE FINITA AL ROGO – DI MARCO LO HANNO DETTO, ANGELA LO HA FATTO!

Le prime luci dell’alba hanno salutato la partenza dell’auto da Rore direzione alta Valle PelliceAnna Maria aveva voluto seguire il figlio mentre papà Cecco forse sarebbe salito più tardi insieme a Bernard per assistere all’incoronazione. Tutto lasciava presupporre che Martin Dematteis avrebbe compiuto l’impresa forte di quel 2.03.32 fatto registrare nella edizione 2021 con partenza, però, dal Rifugio Barbara.

Alla Tre Rifugi insisteva e persisteva quel record individuale risalente al 1991 quando il Forestale Claudio Galeazzi aveva fermato il cronometro a 2.02.14 tra lo stupore generale, Crin ‘d Puluc compresi, ed il nuovo Comitato organizzatore aveva rinnovato la sfida al record dotandola di adeguato premio in denaro.

Le aspettative erano alte tra gli atleti e gli sportivi saliti ad assistere alla Tre Rifugi 2022: chi più di Martìn, con rigoroso accento sulla ì a definirne l’Occitanità, avrebbe potuto attentare allo stratosferico tempo realizzato dal Campione di Villadossola? D’altra parte, in compagnia del gemello Bernard aveva già fatto giustizia del record a coppie nella edizione 2019.

Tutto era predisposto per salutare una nuova impresa sportiva, compresa la partenza individuale in linea da Rifugio Jervis per dare piena legittimità al prevedibile record.

Unico assente alle 7,45, al ritiro pettorali, proprio lui, Martin Dematteis. Dapprima non ci fu né allarme e né preoccupazione: per dovere di ospitalità verso il Campione della Valle Varaita l’organizzazione aveva riservato un pass per la salita in auto che gli sarebbe stato consegnato al suo arrivo a Villanova e, probabilmente, la sua auto stava arrancando negli ultimi tornanti. Poi, dagli addetti ai pass giunse comunicazione che l’atteso Campione non era ancora transitato al “checkpoint” di Villanova. Nel contempo…

L’auto di Martin, nuova (ma non ancora fiammante, questo si capirà dopo) e ibrida, secondo i nuovi canoni dell’evoluzione meccanica, percorreva la strada verso il trionfo quando, superato l’abitato di Saluzzo, si accese una preoccupante spia rossa e, quasi simultaneamente, dal cofano uscirono fumo, scintille e fiamme! La reazione di Martin fu immediata: scese dall’auto mettendo al sicuro mamma Anna Maria, recuperò velocemente la borsa sportiva e si allontanò per assistere al rogo che in pochi minuti distrusse completamente la vettura.

Preso atto dell’accaduto e con animo, ovviamente, poco sereno Martin pensò al da farsi: con una telefonata raggiunse Cecco a Rore e, dopo averlo reso edotto della disavventura, gli chiese la disponibilità a raggiungerlo ed a portarlo all’appuntamento con il record. Il gran cuore di padre che teneva più ai sogni del figlio che alla vettura andata a fuoco lo condusse sul luogo del misfatto, prelevò Martin e Anna Maria e proseguì verso l’alta Valle Pellice. Chissà, forse avrebbero atteso il Campione prima di dare il via alla gara.

L’avventura si concluse a “checkpoint” oramai chiuso, all’alba delle ore 8. Lì l’intera famiglia si scontrò con le rigidità della burocrazia, indisponibile a piegarsi al buon senso ed ai doveri di ospitalità, e venne invitata dal solerte guardiano di leggi e regolamenti, a proseguire a piedi verso la Conca del Pra.

A partenza avvenuta l’organizzazione ricevette la segnalazione di quanto successo e provvide ad inviare un mezzo a recuperare, oramai oltre metà percorso, Campione e famigliari che raggiunsero il Rifugio Jervis intorno alle ore 8,45 a partenza ampiamente avvenuta…

Martin ebbe la tentazione di partire ugualmente ma il comprensibile stato d’animo non sarebbe stato utile alleato nel tentativo progettato e sognato. Risalì il tracciato al contrario ed andò incontro ai protagonisti, maschili e femminili, della 44° edizione della Tre Rifugi.

Per la cronaca la 44° edizione della Tre Rifugi vide il trionfo del giovane Ghiano con un tempo poco aderente all’obiettivo del record: 2.08’43”. Se ne parlerà in futuro, se ci sarà una nuova occasione.

Il premio per il record era esteso anche alla categoria femminile ma la mancanza di riferimenti precedenti avevano suggerito un limite troppo ambizioso ed irrealistico: 2.20’00”. Francesca Ghelfi ha raccolto la sfida ma il suo tempo finale è stato di 2.34’02” determinando la necessità di procedere a revisione per l’eventuale futuro della caccia al record.

***

Consultato sul fatto Marco, con sorriso sornione, oggi nega decisamente l’avvenimento anche se la cosa avrebbe una sua credibilità, stante le sue performance sulle lunghe e lunghissime distanze: correva voce che per partecipare alla Tre Rifugi, Marco Olmo, immenso campione e vincitore di imprese memorabili, avesse raggiunto a piedi la Conca de Pra direttamente da casa sua, nella lontana Robilante attraversando colli e valli. Ad abundantiam voci di popolo aggiungevano che, sempre a piedi, avesse fatto ritorno alle mura domestiche dopo l’impegnativa prova. Niente di vero, insomma, anche se lo stesso Marco, con i suoi conosciuti silenzi, ha lasciato nel vago il compiersi dell’impresa.

Di lei, invece, non se ne è mai saputo nulla… pareva voce dal sen sfuggita invece, consultando autorevoli fonti, è tutto vero! Angela Meloni, recentemente approdata nel mondo delle Inutili Fatiche, consultò la cartina e valutò quanto fosse complicato raggiungere il Rifugio Jervis partendo dal Rifugio Lago Verde, da lei gestito in alta Valle Germanasca, per la via “normale”. Scelse, in alternativa, la via più breve anche se poco funzionale alla partecipazione alla 44° edizione della Tre Rifugi. Calcolò tempi e metodi, affidò il compito di custodire il Rifugio ai fidati collaboratori ed iniziò la lunga marcia: Colle Boucie, Colle Boina, Alpe Crosenna, risalita alle Barricate e discesa finale sulla Conca del Pra.

Al termine del “riscaldamento” partecipò, come da programma, alla gara concludendo il classico percorso in 3.18’19”, 5° tempo nella classifica assoluta femminile.

Nel ritorno, per la stessa via di andata, si concesse qualche tempo in più per godere delle montagne di casa e per ripensare alle pazzie che danno un senso alla vita.

 

Carlo Degio

 

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