2019 – PER MANO (GAMBE) DEI DEMATTEIS CADE IL MITICO RECORD – L’OMAGGIO DEI CAMPIONI DEL PASSATO – MARY VERNACCHIO SALE SUI MONTI.

Dopo la programmata pausa del 2018, causa la decisione di disputare la Tre Rifugi ad anni alterni salvo irruzione delle edizioni “Apocrife”, l’edizione 2019 mette sul piatto un menù stimolante: un consistente premio in denaro (1000 euro in buoni benzina) da elargire alla coppia di atleti in grado di stabilire il nuovo record sul percorso risalente al 1976 ed appartenente alla coppia Erminio Nicco e Silvio Calandri che conclusero una Tre Rifugi sotto la pioggia in 2.05’44”. Lo stesso vale per il record femminile appartenente a Claudia Priotti e Severina Pesando risalente alla edizione 1984 conclusa in 2.46’47”.

A tentare l’avventura alcune delle 145 coppie presenti alla partenza rigorosamente individuata presso il Rifugio Jervis per tenere fede il più possibile al percorso originale. Solo il meteo risultava profondamente cambiato, nonostante gli abbondanti temporali di fondovalle, rispetto alla giornata di pioggia che aveva accompagnato i passi dei detentori del record maschile.

All’impresa maschile si dedicarono in specifico i gemelli Bernard e Martin Dematteis (in rigoroso ordine di nascita n.d.r.) tesserati nell’occasione, dopo la lunga permanenza alla Podistica Valle Varaita e la breve parentesi nel Gruppo Sportivo Esercito, per la bresciana Corrintime. Di seguito i passaggi che li condussero all’obiettivo sperato: 31 minuti al Cole Barant, 47 al Rifugio Barbara, un’ora e trentuno al Colle Manzol. 24 minuti per scendere a Partia da Munt e 8 minuti per percorrere la conca del Pra fino a quel conclusivo 2.03’14” che è valso gloria e benzina.

Non fu da meno la coppia femminile Martina Chialvo e Francesca Ghelfi che divise la posta prevista per il record con il nuovo miglior tempo a coppie femminile sancito in 2.40’42”.

Ad assistere e rendere onore all’impresa dei nuovi primati maschili e femminili i campioni di un tempo: Silvio Calandri, Erminio Nicco e Claudia Priotti. Immancabile la presenza di Marco Morello che della Tre Rifugi, in compagnia dell’indimenticato Marco Treves, è l’emblema per merito delle quattro vittorie conquistate quando nacque il mito.

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Non è che non avesse esperienza di corse sui monti, Mary Vernacchio, anche se fino a quel giorno si trattava solo della goliardica “Arrancabirra” Valdostana. Per il resto tanta corsa ma rigorosamente su strada come richiedeva la pianura che circonda Castagnole Piemonte.

Non lontano da lì, sull’onda di una manifestazione sportiva intitolata a Varenne, il famoso trottatore italiano che aveva preso residenza a Vigone, era nata, per volere di Beppe Audenino, una nuova associazione sportiva dal nome tanto semplice quanto efficace: Vigonechecorre, punto! L’approdo alla nuova compagine era praticamente scontato essendo vicina geograficamente ma, soprattutto, dedita in prevalenza alla disciplina più amata.

Ad indurre in tentazione Mary sono stati i mercoledì sera di fine primavera che proponevano brevi corse in salita, dove occorreva faticare, seguite da spettacolari terzi tempi dove lei eccelleva. Fu in quelle sere che, sull’onda di roboanti racconti, prese corpo “l’impresa”: c’è un mito in Val Pellice, il suo nome è Tre Rifugi.

Certo, occorreva una certa qual revisione ai parametri che attengono alla corsa su strada con annesso il rischio di compromettenti debacle. Fu per questo che tutto prese forma all’interno delle amiche mura domestiche che condivideva, e condivide, con Fabrizio Bruera, al vero, ciclista ma disposto al cambio disciplina pur di compiacere i desiderata della sempre sorridente Mary.

Senza clamore, per non creare troppe aspettative, i nostri presero la via del Rifugio Barbara per una verifica sul campo un mese prima del 22 agosto 2019, data nella quale era stata allestita la Tre Rifugi “Special Ediction Caccia ai Record”.

Presero le giuste misure nell’ordine al Sentiero delle Capre, al Colle Manzol, all’infinita conca del Pra e, dopo un doveroso saluto al “Crin ‘d Puluc”, al Colle Barant per decidere, al termine della prova che si, avrebbero partecipato in coppia alla 42° edizione della Tre Rifugi!

Al vero pensavano ad una avventura senza conseguenze, una sorta di mordi e fuggi che non avrebbe lasciato conseguenze né nostalgie come gli sfuggenti amori adolescenziali; poi si sarebbe tornati tranquillamente alle meno traumatiche fatiche su strada. Venne il 22 agosto e la Tre Rifugi li avvolse: il sorriso non abbandonò mai il viso di Mary, neppure sulle infinite asperità del Colle Manzol e l’avventura si chiuse in 5 ore 12 minuti e 11 secondi.

La Tre Rifugi è una gara da fare almeno una volta nella vita” pensò Mary ma quell’”almeno” avrà un seguito negli anni futuri sia per lei che per Fabrizio che una volta all’anno abbandona la passione per il pedale per fare ritorno sui sentieri del mito.

Forse per questi meriti sportivi Mary è approdata al ruolo di Vice Presidente della ASD Vigonechecorre o, soprattutto, per la sua capacità di vivere quel mondo senza mai abbandonare il sorriso e la carica di coinvolgente simpatia.

Carlo Degio

 

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