2017 – RITORNO AL PASSATO: REGIA DI RAFFAELLA CANONICO – GUIDO FORLAI E ANDREA BOSCHI: IL VECCHIO E IL BAMBINO.

Dopo il programmato anno sabbatico e l’irruzione della prima edizione “apocrifa” la Tre Rifugi riprende il suo cammino e lo fa ritornando al passato sullo storico tracciato con partenza ed arrivo dal Rifugio Jervis ed alla natia formula con partenza a cronometro.

Si ripropongono i soliti e conosciuti problemi logistici e questo consiglia a Raffaella Canonico, subentrata in rappresentanza del Cai Uget Val Pellice alla guida delle operazioni, di limitare il numero di coppie partenti a 100.

A “furor di atleti” il limite viene spostato prima a 130 ed infine a 150 coppie escludendo altre iscrizioni che avrebbero fatto ulteriormente lievitare la partecipazione.

Intanto si registrano ulteriori problemi logistici dovuti a normative sempre più stringenti riguardanti la viabilità sulla pista di accesso al Pra e ciò provoca ulteriori incombenze su di un Comitato organizzatore già alle prese con i consueti problemi organizzativi che queste manifestazioni pongono.

Sono cambiati i tempi, la Marcia Alpina ha subito grandi evoluzioni tecniche ma anche gli atleti evidenziano esigenze diverse rispetto ai tempi nei quali si dava per scontato che alla Tre Rifugi si accedeva religiosamente a piedi.

Sull’onda del successo ottenuto nel 2015 con la versione “Vintage” viene confermata una data infrasettimanale ovvero giovedì 17 agosto ma ciò non frena le adesioni. Peraltro l’alto afflusso di turisti nei fine settimana non permetterebbe di gestire il sovrapporsi di questi con gli atleti e le necessità organizzative.

I riscontri cronometrici dicono che nonostante l’evoluzione della specie sia dal punto di vista fisico che tecnologico i migliori risultati rimangono quelli degli oramai lontani anni ’70 del secolo scorso…

***

Intervenne la censura! A classifiche ancora calde di stampa l’ordine partì perentorio dalle alte sfere del Comune di Bobbio Pellice dove Andrea Boschi vantava buone, anzi, ottime entrature e quella foto fu distrutta!

Lui, Guido Forlai, figurava spiaggiato su di un tetto di lose nella ridente Partia da Munt, intento ad osservare il punto esatto, ahimè molto lontano, dal quale sperava apparisse la sagoma claudicante del socio di avventura. Non c’era delusione nel suo sguardo anzi, traspariva un sornione e bonario sorriso a sottolineare un perfido compiacimento per avere fatto prevalere la sua esperienza sulla foga giovanile del socio prescelto per portare a termine la Tre Rifugi edizione 2017!

Unico testimone del misfatto Ermanno Aglì, lo storico volontario addetto al controllo che precede la parte finale della competizione sportiva. Ermy talvolta racconta il siparietto agli ospiti del Laghetto Nais di Bobbio Pellice facendo scaturire grasse risate tra gli astanti ma di quella foto, testimonianza indelebile del misfatto, neppure l’ombra.

L’esordio di Andrea alla Tre Rifugi fu affidato alle sapienti gambe di Guido Forlai che accettò di buon grado l’incarico scaturito all’interno del goliardico gruppo denominato “Magnacorsa” con prevalente interesse verso la prima parte del sostantivo.

Ben 28 anni di età dividevano i due ed il compito affidatogli aveva inorgoglito Guido che aveva dettato, fin dalla partenza, le sue sagge indicazioni operative. Lui, avverso alle discese, specie quelle più tecniche, avrebbe sopravanzato il socio nelle salite per poi essere raggiunto sul terreno a lui più ostile. È pur vero che il regolamento prevedeva il transito di coppia ai punti di controllo ma, stante l’esordio scevro da ambizioni di classifica, una compiacente giuria avrebbe chiuso entrambi gli occhi al loro passaggio.

Il passaggio al Rifugio Barbara avvenne nel pieno rispetto del regolamento ma fu da quel punto che divenne chiaro un vecchio adagio che dice che “fino al Barbara è una corsa, dopo diventa una gara!”

Il passo baldanzoso ed esperto di Guido guadagnava metri in lungo ed in alto mentre il viso di Andrea guadagnava il pallore che preannunciava l’imminente crisi.

Anche il passo di Guido rallentò per contenere il distacco che sarebbe stato sicuramente recuperato nella infida discesa dal Manzol a Partia da Munt via Rifugio Granero e Pian Sienive. Le cose non andarono così e, nonostante la bradipa andatura discendente di Guido, la sagoma di Andrea non apparve mai all’orizzonte. Giunto al termine della discesa il “maestro” decise di attendere l’”allievo” e trovò comodo quel tetto di lose a facile e comoda portata.

L’attesa ebbe una certa consistenza, tale da permettere qualche parola con Ermy e richiamare l’attenzione del fotografo appostato per immortalare l’inconsueta scena poi, la coppia ricomposta riprese il cammino, in senso letterario, verso l’agognata meta: 4 ore 24 minuti e 14 secondi sancirono la fine di quella esperienza.

Ci pensò il futuro a rendere giustizia ad Andrea: nella edizione 2022, libero dai consigli di Guido, fermò il cronometro a 3.00’23 mentre il “maestro”, nella sua lunga carriera, non scese ma i sotto 3.02.

Rimane, però, quella macchia relativa all’intervento censorio che priva il popolo della Tre Rifugi di un pezzo importante di storia.

 

Carlo Degio

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