1976: PULA, MORA E LA CIABOTA - LA PIOGGIA BENEDICE IL RECORD – IL DERBY DEI CANTONIERI RIVOIRA - BERTIN

La strana coppia, trazione quattro per quattro, saliva e scendeva ogni giorno e talvolta due volte al giorno la mulattiera che collegava la borgata di Villanova alla Conca del Pra, unica via di accesso, al tempo, al Paradiso della Val Pellice. Passo cadenzato senza allunghi e ripetute e, tantomeno, numeri di pettorale con o senza chip!

A gestire l’allenamento giornaliero Paolo Cairus, da tutti conosciuto semplicemente come Puluc (rigorosamente senza acca finale). Tempo massimo 3 ore tra salita e discesa, recuperi compresi. Nei giorni di pioggia Pula e Mora, questo il nome delle componenti la coppia, erano attente a non calpestare le salamandre nere che abitavano la valle già in tempi anteriori a raccomandazioni e divieti Metropolitani. Ma chi era questa coppia (femminile) ante litteram che, al pari dei più famosi “Crin” si concedeva un giorno di riposo in occasione della Tre Rifugi per assistere al transito di altre coppie impegnate in attività ludico ricreative?

Pula e Mora erano le storiche Mule al servizio della Ciabota del Pra, la locanda che fin dal 1958 fornisce riposo e ristoro ai viandanti, francesi ed italiani, che soggiornano in Conca; l’alter ego del più istituzionale Rifugio Willy Jervis ma non per questo meno professionale ed accogliente.

Il popolo dei “trerifugiati” si divideva tra le due strutture ricettive presenti al tempo anche se il grosso della truppa era costretto ad accamparsi nei pressi delle location causa l’abituale “sold out” che la manifestazione sportiva registrava annualmente. La Ciabota era usa ospitare le canzoni notturne degli atleti, e non solo, che cercavano di esorcizzare le paure proprie della “notte prima degli esami”. “Le donne son come le vipere ecc.…” risultava la più gettonata, al tempo, favorita dal nettare distribuito dalla locanda che andava ad aggiungersi alla pozione miracolosa di Marco Morello.

Le Mule erano al servizio della Ciabota ma non solo: spettava a loro anche il compito di rifornire il Rifugio e l’Alpeggio passando, in questo ultimo caso, sotto il comando di Giacu Fustel. Il loro servizio terminò al tramonto degli anni ’80 con la costruzione della pista di accesso al Pra. Sopravvissero ancora qualche anno interrogandosi, al pari dei più conosciuti “Crin” sul perché di questo andare di coppia ma senza basto in uso tra gli umani senza venirne, però, mai a capo!

La Ciabota del Pra persiste nel suo ruolo di prezioso supporto alla Tre Rifugi Val Pellice. Gestione famigliare tramandata, oggi, a Walter Cairus e Silvana Charbonnier che si sposarono nel 1975, l’anno della neve al Colle Manzol. Ad alimentare la speranza per il futuro i figli Roberto, Gianpaolo, Ivana e Marina.

Il 1976 fu l’anno del Record del quale già si è raccontato molto nei sacri testi dedicati alla Tre Rifugi ed in questa sede mi limito a ricordare il montanaro di Ussolo di Prazzo, al secolo Silvio Calandri ed il Valdostano (vero) Erminio Nicco capaci di chiudere, sotto la scrosciante pioggia, in 2.05’44 relegando in seconda posizione gli storici e stoici Marco, Treves e Morello. Passarono 43 anni prima che salissero al Prà i gemelli Dematteis per fermare il cronometro a 2.03’14”.

In Valle altri ridenti paesini erano usi a costruire occasioni di sport, quello povero che eleggeva i sentieri al ruolo di impianto sportivo “nature”: di Torre Pellice (Castelluzzo), Angrogna (Servin) e Villar Pellice (Liussa) molto si è già raccontato ma occorre consegnare alla memoria dei moderni trailers il ricordo della Società “Bric Volatia” di Rorà: sulle piste e sentieri che uniscono il centro abitato al cosiddetto Rifugio Valanza si correva in quegli anni il “Trofeo Comune di Rorà”: km 15 e circa 700 metri di dislivello. Una gara per “corridori” dove negli anni si affermarono campioni eccellenti compreso un tale Marco Olmo agli albori della sua immensa carriera sportiva.

Anima organizzativa del “Bric Volatia” Sergio Rivoira, giovane (ai tempi) e dinamico promotore del paese al centro della lavorazione della pietra. L’ambizione di portare il nome di Rorà e sé stesso a misurarsi con la Tre Rifugi si materializzò nel 1976 ingaggiando, come compagno di avventura, il lusernese Franco Giachero.

I “nostri” salirono arrembanti a dormire nella tendopoli che abitava la piana del Pra. Forte del suo recentissimo ingaggio in qualità di Cantoniere Provinciale Sergio assicurò la perfetta transitabilità in auto della “strada provinciale” che scavallava il Colle Barant con destinazione la conca dell’evento salvo ricredersi al ritorno dovendo, anche lui, ricorrere alla Misericordia Alpina dotata di capaci Jeep utili alla bisogna.

Non avevano ambizioni di vittoria ma un obiettivo segreto abitava cuore e gambe di Sergio: la coppia Borzillo N. Bertin R., targata S.C. Angrogna, poteva essere alla portata dei nostri ma, soprattutto, Rolando Bertin era collega di lavoro di Sergio e si sa quanto le gare proseguano poi nelle chiacchiere dei giorni, anni e secoli a venire.

L’imperativo, prudentemente inconfessato, era dunque di vincere il particolare derby tra Cantonieri. Il pettorale (57) favoriva gli atleti del Bric Volatia che condussero autorevolmente la sfida fino alla discesa di Schina d’Asu dove si materializzò la sconfitta! Sulle lingue di neve che caratterizzavano la ripida discesa gli atleti angrognini (pettorale 62), grazie alle loro doti di sciatori fondisti, piombarono sui nostri e, senza neppure un saluto fra colleghi, si involarono verso il tratto finale. L’interminabile Conca pianeggiante vide un forte recupero dei portacolori del Bric Volatia ma il verdetto finale dell’arrivo a cronometro fu impietoso: 2.57’37” per il Cantoniere di Angrogna e 2.57’49” per il giovane collega di Rorà.

Non fu la sola novità per quanto riguarda la partecipazione all’edizione 1976 della 3R: tra i penitenti figurava una coppia (Libardoni G. – Vogrig G.) in rappresentanza delle “Fiamme Gialle Bobbio Pellice” e ben due coppie erano targate Torino Road Runners ad implementare la partecipazione metropolitana affidata dalla storica coppia dell’U.S. Porta Palazzo Di Nunzio – Spataro.

Come scritto, le Mule Pula e Mora vissero felici e contente per molti anni ancora dopo la costruzione della pista di collegamento Villanova – Pra ma alla loro dipartita non furono sostituite. Destino diverso per i “Crin ‘d Puluc”: solo l’epidemia, al vero tra i cugini cinghiali, della peste suina targata 2022 ha causato la loro assenza alla 44° edizione della Tre Rifugi. Torneranno presto: sempre diversi ma sempre presenti a segnare la fine delle Inutili Fatiche. Nei secoli fedeli!

Carlo Degio

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