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CORSE DELL’ALTRO SECOLO 4

IL MEMORIAL MAURINO ED ALTRE “CHICCHE” BAGNOLESI

 

Montoso, amena località montana collocata in “provincia” di Bagnolo P.te, ha rappresentato da sempre un ambito traguardo sportivo e la prova di ciò sarà anche il transito del Giro d’Italia ciclistico versione 2019. Il passato ci consegna, però, pagine gloriose ed anche vagamente “naif” della Corsa in Montagna fin dai tempi della più popolana definizione di “Marcia Alpina”.

 

Gli antichi “trailers” si sono cimentati più volte con le asperità del territorio che separa il Capoluogo, Bagnolo, dalla citata località. La versione più “naif” si svolse nel 1976 (1977?) quando fu allestita, a cura del Libertas Bagnolo, la prima edizione della Bagnolo – Montoso sulla provinciale asfaltata che transita nella frazione Villar. Primeggiò, tra lo sparuta pattuglia femminile, Ivana Ricca mentre tra i 108 maschietti vinse Bruno Giuseppe (Atl. Cavour) davanti a Ferrato (Sanfront) e Odetto (Pol. Villarese). Tra i veterani trionfò Carlo Gobbi, grande scalatore ciclo-podista che ci ha lasciati in questi giorni. La caratterizzazione “naif” della manifestazione fu data dal gesto del vincitore, peraltro alla sua prima gara e affermazione, che giunto al traguardo e notando un filo teso attraverso la strada (il tradizionale filo di lana di antica memoria) lo sollevò delicatamente con due dita passandoci sotto per non danneggiarlo…la foto dell’arrivo finì sui giornali accompagnata, ovviamente, da sarcastiche didascalie.

Il Faro di Montoso fu il punto di riferimento anche per quattro edizioni della Bagnolo – Montoso – Bagnolo, questa volta però si sentiero (Km 12 e 800 i metri di dislivello). Li si rivelò la struttura del campione di Livio Boaglio, Bagnolese ed alfiere del Santiano Dante Baudenasca.

Anche Rucas, appena sopra Montoso, ha ospitato tre edizioni della Marcia Alpina Rucas – Punta Rumella celebrata dalle gesta di Rinaldo Bruno Franco, Guido Turaglio e Gabriele Barra.

“Corse dell’altro secolo” quelle citate e nell’altro secolo prese vita l’avvenimento sportivo più importante che caratterizza questa località: il MEMORIAL MAURINO di Villar Bagnolo. Con il 2019 si celebrerà la 32° edizione di una manifestazione tra le più apprezzate in assoluto per il tracciato e per la capacità organizzativa del Gruppo Amici di Villar Bagnolo che ne ha sempre presieduto l’allestimento fin dal 1987, primo anniversario della scomparsa di Mauro Maurino precipitato dal canale Due Dita del Gruppo del Monviso.

Il MEMORIAL MAURINO venne assunto dalla FIDAL a “Prova unica di Campionato Italiano di Gran Fondo” il 26 settembre 1993. Ovviamente il tracciato fu adeguato “alla bisogna” raggiungendo la distanza di circa 20 km. ed a Villar si presentarono 151 atleti in rappresentanza delle migliori società nazionali. Vinsero i trentini (Virtus Cavit Trento) Antonello (al maschile) e Antonella Molinari. Per la cronaca i migliori piemontesi furono Dario Viale (Sanfront) 16° nella gara maschile e Mirella Cabodi (Cafasse) 4° nella gara femminile.

Trentadue edizioni sono molte specie se affidate alla organizzazione di un comitato pressoché identico ma sempre più ridotto nei numeri. Il riscontro partecipativo dal punto di vista quali-quantitativo è la molla che motiva la prosecuzione dell’avventura. I sentieri che da Villar salgono al Faro di Montoso transitando per il Santuario di Madonna della neve hanno visto transitare il meglio che la specialità sa offrire. La prima edizione (1987) ci ricorda la figura di Franco Gaidou, angrognino del 3 S Luserna, prematuramente scomparso.

…e così Domenica 5 Maggio si ripercorreranno quei sentieri, questa volta individuati nel contesto della disputa del Trofeo delle Valli.

L’occhio attento dell’atleta potrà ancora scorgere, qua e là sulle pietre che caratterizzano il sentiero, le insegne tricolori che testimoniano il “Giorno di gloria nazionale” della realtà bagnolese. Furono disegnate sapientemente da tale “Brunot da Villar Bagnolo”. Qualcuno lo declama “Pittore” altri… semplice “imbianchino” peraltro in pensione. Al di là della qualifica più o meno nobile attribuitagli è la dimostrazione vivente di quanto la “passione” può realizzare sia pure in una piccola borgata montana. Con lui il Gruppo Amici di Villar Bagnolo che dopo 33 anni vuole tenere vivo il ricordo di un Mauro Maurino.

Carlo Degiovanni