CARO MARIUS,

Cercare di descriverti usando poche righe non è assolutamente semplice, il rischio è di omettere particolari ed aspetti importanti della tua persona che invece vorrei cercare di fare emergere in modo chiaro.

Pensandoci bene io e te ci siamo conosciuti di persona nella primavera del 2013, in un contesto che si addiceva ad entrambi, ovvero durante una bellissima gita di sci alpinismo con la Banda Infernotto sulla Punta Tre Chiosis, in Val Varaita.

Ovviamente con noi c'erano la tua bellissima Giulia, Pier, Monica, Imerio, Massimo e Stefania, e penso tutta la restante banda di Diavoletti che normalmente calpesta il suolo delle nostre vallate ogni sabato e domenica nei modi più disparati.

Ti conoscevo già, forse un po' di deformazione professionale, o forse un po' di curiosità, ma quello per me fu il giorno in cui finalmente riuscimmo a guardarci negli occhi, che per entrambi era la cosa che contava di più.

Torniamo un attimo indietro sulla Punta Tre Chiosis, perché in salita sei sempre stato fortissimo, ma adesso ora bisogna scendere.

Ti abbiamo aspettato ma non arrivavi, allora mi rivolsi a Giulia e lei timidamente mi disse: Veramente Marius ha appena imparato a sciare, e mentre mi stava dicendo questo con la sua solita gentilezza, io e tutti gli altri vediamo comparire all’orizzonte una figura che con non troppa eleganza, scendeva un pendio ripido, assolutamente non facile.

Non mi voglio dilungare su aspetti tecnici o sciistici in questo contesto, ma questo aneddoto ti descrive perfettamente.

Fa trasparire la tenacia e la tua caparbietà, che ovviamente nella circostanza ti aiutarono a scendere e con il passare del tempo anche a diventare un fortissimo sci alpinista.

Coraggio, forza di volontà ed entusiasmo, questo eri tu. 

Col tempo diventammo amici e per entrambi questa parola assumeva un significato profondo, a testimonianza di un legame forte e molto importante che non nasce in tutti i rapporti umani.

Mi sento fortunato per questo. Il confronto con te mi ha sempre fatto capire quanta strada io dovessi ancora fare, mi ha sempre dimostrato quanto bravo tu fossi a prendere in mano la tua vita cercando di costruire qualcosa di sempre più ingegnoso e di maggiore importanza.

Avrei molte storie da raccontare, che magari aiuterebbero un po' a smorzare la severità e la tristezza di questo brutto periodo per i tuoi cari, e per noi tutti, ma riassumo il mio pensiero dicendoti che a volte andare via da casa vostra (e qui mi riferisco anche a mamma Elizabeta) dopo i nostri giri in montagna o le bellissime serate trascorse, per me era sinonimo di tristezza, quasi di nostalgia.

Stavo bene con voi, e con te ho sempre avuto un confronto, non solo sportivo.

Sono felice di non averti mai nascosto la mia ammirazione per il tuo valore, per la tua abilità sul lavoro.

Nel mio piccolo ho sempre cercato di darti fiducia, perché senza il minimo dubbio hai sempre espresso capacità fuori dal comune in tutti i campi dove ti sei cimentato.

Ti sono infinitamente grato per avermi sempre considerato parte della tua vita e per aver trovato il tempo per me. Viste le tue capacità i tuoi impegni stavano aumentando, ma tu e la tua famiglia siete rimasti un punto fermo anche nel vortice lavorativo nel quale sono inserito io stesso.

Non mi soffermo su quanto la vita ti abbia e vi abbia riservato, non sta a me giudicare nulla, ma non sono affatto d’accordo con lei.

Spero che la tua voglia di emergere, la tua forza di volontà e il tuo coraggio possano servire da monito ed esempio per i tuoi bellissimi nipoti, per Giulia, per tua mamma e per Ivan.

Sappi che per me lo sono sempre stati e lo saranno sicuramente per tutto il tempo che mi resterà da vivere.

Mi piacerebbe anche con questa semplice lettera ringraziare ed esprimere parole di infinita stima e rispetto per Giulia e per tua mamma.

Non hanno mai mollato, saresti fiero di loro, e lo siamo tutti noi.

Se dovessi descrivere la parola amore probabilmente lo farei parlando di loro due, se dovessi cercare di descrivere il concetto di amicizia lo farei usando il tuo nome.

Tirando le somme della nostra amicizia a me resta il tuo ricordo, bellissimo, e ti ringrazio per questo.

 

Buon viaggio caro Marius, ti vogliamo tutti bene.

Giovanni Barberis

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