nessuno parla, come per non spezzare un’ incantesimo  così effimero e fragile, …….  solo i passi, sempre più pesanti, battiti e fiato che devo controllare a  tutti i costi, il ticchettio ritmico dei bastoncini, il vento che soffia  benevolo in alto, quasi a proteggerci da quelle nubi che ci tradirono 3 anni fa ……

Procedo lentamente, da tempo ho spento la frontale, voglio  staccarmi di qualche metro da chi mi precede e mi segue, la luna ci sta concedendo una  magica  nottata, voglio godermela fino in fondo ….., poi d’ un tratto mi fermo, mi guardo intorno, le sagome delle ultime cime del massiccio ci osservano dolci e severe, poi giù ….. nella  valle ….. mi blocco e un’ emozione incontrollabile mi assale ……, dietro di me, a perdita d’ occhio, un’ interminabile serpente di luce, con curve dolci e sinuose, squarcia la notte, si muove lento ma inarrestabile, col luccichio di migliaia di frontali che illuminano la via di chi ,come me, oggi è qui, a rincorrere un sogno, a sfidare se stesso, o anche solamente a guardarsi dentro davvero…….

E’ stata un’esperienza indimenticabile, la fortuna di 2 giornate fantastiche a godere di paesaggi tra i più belli al mondo, il solo alzare lo sguardo ti dà forza, lenisce la fatica e ti sprona a proseguire, ……. il calore della gente sul percorso ad incitarti notte e giorno, i bambini che ti rincorrono per farsi “ battere il 5 “, i falo’ attorno ai quali migliaia di fantastici volontari ti aspettano, sorreggono e rincuorano ……..

Grazie ai miei compagni d’ avventura  Pier e Enrico, che dal 2008 hanno condiviso con me gioie e dolori delle varie edizioni.

Grazie in particolare a Pier, che mi ha trasmesso il virus del Bianco anni fa, quando non sapevo manco la differenza tra un trial e un trail.

Grazie a Piero, Monica e Agnese, che hanno voluto essere presenti per lenire la nostra agonia.

Grazie a Stefania e Monica, che da anni ci seguono tutta la notte e alle quali promettiamo sempre che questa è l’ultima ……. ( dall’ anno prossimo invertiamo la parti).

Grazie infine ancora a Stefania, che a Cormayeur, quando in crisi profonda meditavo il ritiro, mi ha buttato fuori dal ristoro con un’ epico “ CUL CAVOLO CHE T’ RITIRES, CON TUT LON CLAS  PAGA’ !!!!!”.

Massimo

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